Transizione 4.0 (ex industria 4.0), quando la produttività incontra i sistemi digitali

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Da qualche anno si sente parlare sempre più spesso di industria in transizione, ovvero di industria 4.0, nota anche con la definizione di quarta rivoluzione industriale.

Si tratta di un’innovazione globale che riguarda il mondo della produttività, e che sta generando notevoli investimenti, oltre alla pianificazione di regole, strategie, e perfino di incentivi, a livello europeo.

Il termine industria 4.0 è stato coniato, sembrerebbe, durante la fiera di Hannover dedicata all’industria, e la Germania è infatti oggi considerata una delle nazioni che, più di altre, ha investito notevolmente nella tecnologia digitale, offrendo forti incentivi fiscali alle start up e promuovendo la formazione universitaria.

Anche in Italia, la digitalizzazione industriale sta coinvolgendo un settore di mercato piuttosto ampio, con elevate prospettive di ulteriore crescita.

Ma a cosa ci si riferisce, esattamente, quando si parla di industria in transizione o industria 4.0?

Con il termine industria in transizione (ex industria 4.0) si intende un modello di gestione di un’attività produttiva, caratterizzato da una forte sinergia tra i sistemi convenzionali e le tecnologie digitali e web. In sostanza, si tratta di connettere i sistemi produttivi a internet, condividere la gestione dei dati in rete e rendere il ciclo produttivo più fluido grazie alla digitalizzazione e alla robotizzazione.

Le applicazioni, di conseguenza, possono essere diverse: dalle stampanti 3D per la progettazione e la prototipia, alla presenza di robot che operano sulle linee produttive, all’utilizzo di piattaforme cloud per la reportistica e la gestione dei dati.

L’applicazione dell’industria 4.0 in Italia

Tutta l’Europa ha elaborato piani e strategie per affrontare la quarta rivoluzione industriale tramite obiettivi da raggiungere, finanziamenti e agevolazioni fiscali, incentivando le imprese ad adeguarsi ai sistemi di integrazione digitale e ad aggiornare sia le linee produttive che i metodi gestionali.

Anche l’Italia si è attivata per promuovere la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie di ultima generazione in campo industriale e per sostenere le start up che adottano la digitalizzazione della produttività e la gestione dati.

Tuttavia, investire in macchine e strumenti non è sufficiente, la necessità è anche quella di preparare, soprattutto in ambito universitario, coloro che saranno i nuovi manager: figure in possesso delle necessarie competenze in ambito economico e imprenditoriale e con un forte orientamento verso le tecnologie innovative.

L’impatto della quarta rivoluzione industriale sul mondo del lavoro

Come è avvenuto in passato, questa rivoluzione industriale tecnologica produrrà notevoli modifiche nel mondo del lavoro, creando nuove professioni e, nello stesso tempo, cancellandone altre.

Molti temono che la presenza dei sistemi di produzione robotizzati possa penalizzare i lavoratori e generare milioni di disoccupati. In realtà non è proprio così: è vero che una minima percentuale di operai potrebbe essere sostituita dai robot, ma è piuttosto da considerare la necessità, per la maggior parte dei lavoratori, di rivedere, modificare e implementare le proprie competenze.

Robotizzazione e applicazione della tecnologia digitale non significa infatti sostituire le persone con una macchina: la necessità riguarda invece la presenza di persone in grado di interagire con macchinari robotizzati e sistemi informatici complessi.